9788855120883.jpg


luglio 2020
Pagine 224
Formato cm 14,8 x 21
ISBN: 9788855120883
Categoria: Romanzi e racconti
Collana: EquiLibri

Siamo inciampati nel vento



Wearenow intheyear nineteensixtynine è il refrain che uscendo nella notte dalla radiolina a pile di un Marco adolescente si è impressa per sempre nella sua memoria. Marco appartiene ai cosiddetti “Boomers”, la generazione figlia del boom economico del Dopoguerra. Il forte vento che la spinge nasce dal bisogno enorme di cambiare il mondo dopo le immani tragedie della prima metà del ’900. Ma è un vento insidioso, in cui è persino possibile inciampare, perché i grandi ideali di pace e libertà e la ricerca del benessere sociale trascendono ben presto in un consumismo smodato e ossessivo che logora i rapporti e mina gli equilibri sociali e naturali.
La voce di Marco ripercorre il viaggio della vita in questo quadro, raccontando le cento storie che l’hanno attraversata. Ma, ben conscio che per andare avanti occorra costruire un sogno sempre nuovo, egli fa delle emozioni il filo conduttore della sua ricerca, scoprendo un po’ alla volta che la potente e libera vitalità del sogno ci appartiene forse ancora più dell’altra vita, quella che viviamo tutti i giorni e che chiamiamo vera.
I due mondi sono indissolubili: senza la capacità di sognare non sapremmo vivere.


15,00

Recensioni

da il 23/08/2020
ROMANO SARTORI - Trento "Ciao Stefano. Ho letto il tuo libro, fresco di stampa, "Siamo inciampati nel vento" e vorrei lasciarti qui qualche mia impressione. Ovunque serpeggia grande intelligenza nel presentare persone, comportamenti, eventi. C'è il gusto di narrare e capire, evitando sempre facili spiegazioni, a favore di doverosi approfondimenti della complessità del vivere. Analisi accurate, reali, mai scontate. Sul piano dei singoli e su quello della collettività, nel corso del tempo. Oltre allo svolgimento articolato della vita di Marco, il protagonista, ci sono molti camei a tutto tondo, soprattutto di figure femminili, segnate da esperienze particolari, con le loro conseguenze. Tra le cose che mi hanno colpito di più: - gli incontri d’amore giovanili, passionali ed erotici (mozzafiato) - il tema della droga, così vero, con lo sventurato percorso di Enzo - l’atteggiamento “illuminato” del protagonista verso i figli, gli africani, gli animali (cane Shaka) - lo straordinario racconto della morte del cane Shaka, dal punto di vista del cane stesso (mi ha fatto piangere!) Se qualche tuo amico facebookiano ha letto queste considerazioni, gli consiglio vivamente la lettura di questo libro importante. Complimenti Stefano!" DANIELA MANENTI - Rovereto" "Finito ieri sera. Da leggere e rileggere, da consigliare e da regalare. Non sapevo, è stata una bella sorpresa. È uno di quei libri che scavano... parola dopo parola. Lo metto giù in libreria, vicino a quelli che non si dimenticano. Complimenti Avvocato." DANIELE SARTORELLI - Trento : "Nel leggere il romanzo si ha come l impressione di vivere sensazioni ed esperienze ben definite nello stato d animo di Marco, il protagonista.Tante vite possibili, tutte intraprese per scelta o per necessità dai personaggi narrati. Come nel riavvolgersi del nastro della vita restano le impressioni salienti che sono sopravvissute agli anni ed all oblio di ciò che per Marco non contava. É cosi che anche piccoli momenti di vita familiare assorgono ad asse portante della narrazione: "disegni a colori" e "anima fulva" sono un racconto nel racconto della vita. Dal periodo delle lotte sociali del post '68 si viene accompagnati nell evoluzione narrativa parallelamente alla maturazione di Marco. Il femminile prevale nella narrazione fino a colmare nella descrizione della morte della madre, un commovente momento che tocca il cuore. La riflessione finale sul teatro della vita vede in scena Marco rassegnato e sognante, ancora in attesa di qualcosa che non accadrà mai. " SANDRA DELUSSU - Cogoleto GE: "Caro Stefano. Hai scritto proprio un bel libro. Uno di quelli che ti dispiace quando finiscono. Finisce con lo sguardo di occhi di cerva. Una comunicazione "selvatica", senza tempi. Il lago primordiale degli occhi "selvatici". La comunicazione è tutta lì, alla fine. Ma è eroico il tentativo di comunicare, da uomini, comunque..E poi capitolare e fare l'unica cosa che si puo' far sentire: Accarezzare la cerva. Grazie.

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