Si ordiscono più voci nel romanzo di Marco Forni Zeitgeist, pubblicato da Edizioni del Faro, benché il vero protagonista sia il tempo, la cui trama si impone ovunque: nei gesti dei personaggi, nelle parole, nei passi diegetici ed extradiegetici. La sua presenza è a tal punto imperiosa da arrivare a deformare la realtà, a dare delle curvature surreali e simboliche al racconto.
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In ossequio allo spirito del tempo, allo Zeitgeist per l’appunto, il romanzo di Forni pare allora un’allegoria del rapporto col tempo di noi contemporanei. Per riassumere la natura di quel rapporto, viene in mente una frase sibillina del critico cinematografico Enrico Ghezzi: «Non è il tempo a mancarci, siamo noi che manchiamo al tempo». Si può pensare che questa frase, in fondo, esprima lo stesso messaggio del modo di dire dare tempo al tempo. Certamente, leggere il libro di Forni, prendendosi del tempo da dedicare al tempo, vuol dire proprio questo.