Riccardo Pro, in dialogo con la prof.ssa Maria Cristina Bevilacqua, racconta la nascita del suo ultimo romanzo.
"La ragazza era nel bagno, due piccoli vani ormai inutili ricavati al lato lungo del magazzino. Rimase davanti al quadrato di uno specchio per lunghi minuti, studiando il suo viso. Improvvisamente vide quanto fertile di bellezza potesse ancora essere quel volto decaduto e questa consapevolezza divenne un desiderio e questo desiderio la sopraffece, insinuandosi in quello spazio vuoto dentro di lei, minacciando di soffocarla con tutto quel dolore tenuto lontano così bene, così a lungo. Ora che gli occhi di Salim la pungolavano e la strattonavano, capiva che il dolore andava accettato perché era legato alla forza.
Quel ragazzo si comportava come uno specchio che la seguiva. E ora quello specchio iniziava a rifletterla.
Si ricordò di quello spirito allegro e danzante prima che varcasse i cancelli di Birkenau. Le sembrò che qualcuno le avesse staccato la testa dal corpo e l’avesse poi ricollocata con nuove, precise connessioni.
Tremò sulla soglia di una rivelazione potente come una gigantesca risacca oceanica: poteva ancora amare."
Vi aspettiamo!