Con Tempo cieco, Riccardo Pro costruisce un romanzo che interroga il tempo non come semplice successione cronologica, ma come esperienza opaca, discontinua, spesso indecifrabile. Il titolo indica subito la direzione: il tempo che attraversa queste pagine infatti non illumina, non ordina, non redime automaticamente; è un tempo che lascia zone d’ombra, che conserva ferite e rimozioni, procedendo per scarti improvvisi più che per linee continue.