"Ritrovarsi a immaginare la Terra senza vita umana, abitata solo da piante e animali. Avrebbe ancora un passato e un futuro? Le domande – Che ore sono? – o – Che giorno è oggi? – sarebbero prive di significato. La quercia o l'aquila impassibili.
"Quale ora?"
L'ora è adesso. Che altro c'è? La fede in un paradiso futuro può generare un inferno nel presente. Ci si incaponisce sul passato e sul futuro e sfugge l'adesso, il bene più prezioso, beffardo, irrecuperabile presente.
Si tratta di un romanzo breve / saggio (o racconto lungo / saggio) nella scia della grande tradizione novecentesca che raggiunse l'apice con Proust e Musil.
La storia infatti presenta un intreccio che si disgrega e ricostruisce secondo un tempo narrativo mutevole, alternando tratti di linearità, ciclicità e interiorità. Inoltre, come succede spesso in questo genere, la parte attinente l'impianto ragionativo tende a debordare rispetto allo svolgimento della trama; tale ricchezza di indagine viene ulteriormente accentuata dall'esuberanza delle numerose digressioni che conferiscono all'insieme un'impronta quasi universalistica.
Eppure si tratta di sole 121 pagine!
Pagine dense.
Non spaventatevi. La forza dell'impianto ragionativo viene compensata e bilanciata dalla presenza di elementi onirici, assurdi e fantasiosi che si susseguono nella narrazione e caratterizzano anche i personaggi, attribuendo al tutto un carattere surreale, con tratti che lo avvicinano al realismo magico.
Pensate quindi a una lettura che unisce conoscenza a divertimento.
Ma di cosa si parla?
Di qualcosa che ci riguarda tutti, del tempo che comanda le nostre vite, del tempo che in diversi modi ossessiona i personaggi, del tempo indagato nelle diverse categorie, dai ritmi del tempo sociale e culturale al tempo inteso come entità misurabile (quanti orologi, lancette, clessidre!), del tempo come percezione interiore o del rapporto tempo/memoria...
Ancora due cose, il resto (moltissimo) lo scoprirete leggendo.
Tutto il libro è pervaso da una cura per la parola quasi maniacale, non è solo una questione di semantica (le parole rare sono molte e assai interessanti), c'è anche un discorso linguistico e metalinguistico molto importante che percorre tutta l'opera.
Diverte l'aspetto giocoso nella scelta dei nomi dei personaggi, che riecheggiano caratteristiche della persona o inglobano ancora un frammento di tempo.
Bellissimo a mio parere il personaggio di Memory Diotallevi, compagna di classe di Beppe Zeitgeist, affetta da ipermemoria, che richiama il magnifico Funes el memorioso di Jorge Luis Borges.
Buona lettura!
Lia Nesler