La forza di una madre

La forza di una madre

Seconda edizione

Autrice:
€ 14,00

Non siamo fatti per chiunque,
siamo fatti per chi è parte di noi e del nostro cammino.
Ognuno di noi è una poesia fatta per chi la sa apprezzare.

Ma, alle volte, abbiamo bisogno di più tempo per capirlo. Per capire chi siamo veramente. Alle volte, abbiamo bisogno di esperienze difficili da superare. Dobbiamo toccare il fondo, e risalire. Per imparare a riconoscere. E riconoscerci. Per poi rinascere, come fanno i fiori in primavera.
Questo libro racchiude storie vere e preziose. Storie di violenza, di grande forza e coraggio. La prova di come, incontrandosi, l’unione faccia la forza. In questo testo, moderno e attuale, numerose sono le vittime dello stesso carnefice. Vicende diverse, distanti fra loro nel tempo, ma legate da un unico responsabile. Al centro, una madre che lotta con tutte le proprie forze per tutelare il bambino, nato dalla relazione malata con l’uomo. Una dura battaglia, un puzzle ricostruito grazie alla tenacia delle protagoniste che, insieme, hanno deciso di raccontare le loro esperienze. E, soprattutto, sono state come un aiuto dal cielo, “gli angeli del bambino”.

Pubblicazione
12/2023
Pagine
234
Formato
cm 14,8 x 21
ISBN
9788855123433
Categoria

Novità

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1 recensione per La forza di una madre

Walter - 06 Ago. 2026
Quando la forza è una madre Walter Facchinelli La lettura de La forza di una madre di Sara Conci non lascia neutrali. Costringe a guardare senza filtri la violenza nelle relazioni, il lungo percorso delle voci inascoltate e la risposta spesso fragile delle istituzioni, tra amore e protezione del figlio, la paura della vittima e la solitudine di chi cerca tutela. Nel libro la storia di Minerva (la protagonista) si intreccia con quella di altre quattro donne, unite da relazioni tossiche attraversate da violenza maschile sistemica, in un contesto che richiama il fenomeno del femminicidio e le sue dinamiche tra vittima e carnefice. Il cuore del libro è ciò che accade “durante”. La difficoltà di essere creduta, la lentezza dei percorsi giudiziari, la distanza delle istituzioni e la tensione tra tutela del minore e ascolto della madre. Minerva non è solo una madre che resiste, ma una donna che rivendica il diritto di definire la propria vita e quella del figlio fuori da una relazione distruttiva. È una quotidianità fatta di denunce, attese, documenti, audizioni e di una costante negoziazione tra violenze fisiche e psicologiche subite e sistema istituzionale. Uno dei nodi più forti è la distanza tra la tutela giuridica del minore - messa in atto in modo asettico da magistrati, assistenti sociali, psicologi - e l’ascolto sordo e formale della donna come madre e vittima. Da qui la domanda. Cosa significa davvero “interesse del bambino” quando la realtà è attraversata da paura e violenza? Fondamentale è la rete tra donne/vittime, fatta di testimonianze che si intrecciano, si sostengono e diventano sopravvivenza condivisa. Minerva le chiama “angeli del bambino”. Attraversa tutto il libro il desiderio di trasformare il dolore in linguaggio, di nominare ciò che accade per sottrarlo al silenzio e alla sua replicabilità, che continua a riempire le cronache. È qui che emerge il legame tra Minerva e Sara, non c’è distanza tra la voce che racconta e la storia raccontata, ma prossimità emotiva e concreta. La scrittura non osserva soltanto, ma attraversa, restituisce, prende posizione. Pur nella sua durezza, tra violenza esplicita e linguaggio crudo, il libro mantiene uno sguardo tenero sul figlio e segue una donna che non si arrende, ma si ribella e cerca aiuto, anche quando le risposte non arrivano. Ne emerge una lenta riconquista di spazio di possibilità e di equilibrio, in cui la maternità diventa scelta di protezione e ricerca di serenità. La domanda finale resta aperta. Quanto le istituzioni e i nostri linguaggi sono capaci di riconoscere davvero la libertà di scelta delle donne dentro scenari complessi? La forza di una madre lascia una traccia chiara: la libertà non è solo sopravvivere o soffrire in silenzio per proteggere la serenità del figlio, ma trovare un possibile riscatto, perché altre donne non restino sole e non soccombano, trovando la forza di essere credute mentre si prova a uscire da ciò che ferisce. E forse è qui che il titolo trova il suo senso più profondo, la forza di una madre non è solo resistere. È riuscire a ricostruire uno spazio di serenità e di speranza nel futuro.