con
ALESSANDRO FRANCESCHINI (autore del libro)
GABRIELLA BRUGNARA (scrittrice e giornalista)
e con le letture di
VITO CATANZARO
Povo non è soltanto un paese che fa da sfondo alle vicende raccontate nel libro. È il luogo originario della memoria, il paesaggio umano e affettivo dentro cui prende forma la storia di Umberto e della sua generazione. Tra le campagne di Oltrecastello, i masi del Brenz, la piazza di Pantè, la chiesa e i boschi che profumano di resina, il protagonista cresce dentro una civiltà contadina povera ma profondamente dignitosa.
Il libro racconta così non solo una storia individuale, ma anche quella di una comunità di confine, sospesa tra cultura italiana e mondo austroungarico, attraversata dalle tensioni del Novecento. Povo diventa allora simbolo di radici, appartenenza e memoria: un luogo da cui partire, a cui ritornare con il pensiero, e che continua ad abitare interiormente i protagonisti anche nei momenti più duri dell’emigrazione, della guerra e della prigionia.