Yak è il nome di un cartone di LSD, una delle droghe con cui il protagonista del racconto “anestetizza la cronica infiammazione della sua psiche emotiva”. La storia è la cronaca in forma diaristica di un tentato suicidio e probabilmente questo racconto è da considerare l’unico strettamente autobiografico dell’autore, ossia dove lui e il protagonista si sovrappongono e coincidono. Con l’ombra di Werther sullo sfondo, passando attraverso la selva dei suicidi dantesca per raggiungere Ghismunda proprio nell’attimo panico in cui si avvelena con il cuore di Guiscardo, questo racconto-diario rinnova con accecante autenticità la letteratura dell’autodistruzione.