Il difficile percorso di soggettivazione
Nella letteratura, nel teatro e nel cinema i gemelli sono spesso protagonisti di vicende tragiche, assurde, surreali, comiche. Nel vissuto reale invece li si guarda e pensa sempre come bambini felici, che da grandi saranno uniti, gioiosi, mai soli. Una visione questa che rasserena e placa la presenza del doppio che è in noi. Dietro questi immaginari stanno tante mistificazioni, luoghi comuni, stereotipi, che l’autore, un gemello monozigote, intende portare a galla attraverso la narrazione della sua storia, allo scopo di fare luce sulle problematiche vere, profonde che, forse volutamente, si ignorano nei gemelli. Oltre alle modalità e tempi di affermazione della propria identità, anche l’entrata in scena, prima sotterranea e soft, poi manifesta e turbolenta, di Lui, l’inconscio, che vuole si rappresenti l’Io come Noi. L’autore racconta dell’incontro/scontro, ma anche confronto, con il proprio Lui, svelando i suoi mascheramenti, tranelli e soprattutto il suo desiderio di essere presente nel presente. La scoperta, infine, in questo obbligato percorso di autoanalisi, di un potente, efficace antidoto allo strapotere dell’inconscio.