Un dolce Natale

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Voglio condividere con voi ancora un ricordo legato a mia mamma, che ormai conoscete come Nonna Lina dalle Favole da tavola di nonno Silvestro, e alla sua famiglia. In questo periodo sto riordinando una quantità di vecchie fotografie e ho avuto occasione di scambiare qualche ricordo con i miei cugini; grazie a questi scambi mi è tornato in mente il racconto di un dolce, dolcissimo Natale vissuto da Nonna Lina.

Natale è da sempre la più bella festa, per i bambini. Già l’attesa di un qualunque evento porta quella dolce agitazione, ma nel Natale tutto è amplificato.

Prima di tutto è in inverno, spesso nevica, l’atmosfera si fa magica, e poi c’è tutta una preparazione a contorno che è affascinante: la decorazione dell’albero, il presepe, qualche dolciume, i canti natalizi…

Ma se tutto incanta, decisamente c’è qualcosa di ancora più intrigante nel presepe, nella predisposizione dell’ambiente, nei personaggi stessi. I miei figli, finché erano bambini, sprizzavano addirittura gioia quando giungeva il momento di portare in casa dalla cantina uno scatolone polveroso, contenente le statuine già appartenute ai miei genitori e, forse, qualcuna anche più vecchia. I personaggi sono colorati e così “vivi” che pare di poterli vedere muovere su quel tappeto verde attraversato da un ruscelletto di carta stagnola!

In un bellissimo film sul Natale che guardavamo (ogni anno) con i miei figli veniva pronunciata una frase interessante, che sintetizzava molto la magia di questo periodo: “I bambini riescono tutti a sentire le campanelle della slitta di Babbo Natale, poi crescono e solo pochi riescono ancora a percepirle”.

Sarebbe bello essere tra quei pochi.

Ma torniamo alla nonna Lina.

Sicuramente una volta, ma probabilmente più di una, nonna Lina ebbe la fortuna di avere un presepe molto speciale. Certamente non da bambina, ricorderete che la guerra purtroppo imperversava ai suoi tempi, ma più tardi, quando era una ragazza e viveva in città. Il fondale era il solito fondale, le capanne le solite capannine ma le statuine erano fatte di zucchero!

C'é un incarico da sempre affidato ai più piccoli durante le feste di Natale: far avanzare giorno per giorno i Re Magi verso la capanna del Gesù Bambino (che rigorosamente non dovrebbe essere ancora presente, ma che spesso lo è, così che Maria e Giuseppe se lo godano un pochino fuori dal buio della scatola).

Nel caso delle statuine della nonna Lina diciamo che l’avanzamento era fatto un po’ da tutti i fratelli e sorelle, e che veniva effettuato con estrema diligenza anche più e più volte al giorno. Il risultato fu che i poveri Re Magi giunsero sì in tempo, ma un pochino… accorciati.

Forse per mostrare maggior deferenza avevano voluto inginocchiarsi. La nonna non dava ulteriori dettagli, ma temo che una sorte simile sia accaduta anche a qualche pastorello, a qualche pecorella, insomma che fosse una situazione alquanto diffusa. Comunque quello fu, decisamente, un dolce Natale!


Giuseppe Casella

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