Il Mondo fluttuante di Nick

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Ho ammirato al museo dell'Ara Pacis le duecento opere ukiyoe del grande maestro giapponese Hokusai e dei suoi eredi più prestigiosi, Eisen tra tutti. Visitando la mostra la mia sensibilità di uomo occidentale è stata molto stimolata, anche per quanto attiene la sfera educativa. Un numero significativo di opere offre infatti l'occasione per alcune riflessioni pedagogiche che possono tradursi in azione didattica da proporre in aula ai ragazzi. In particolare, forse, agli adolescenti fragili perché privi degli strumenti per riflettere sul sé e sulla realtà. Una serie di silografie di Hokusai, le famose trentasei vedute del sacro monte Fuji, ci parlano della natura e degli uomini. La nostra attenzione è catturata, nell'immediato, dalla grandezza e dalla imperturbabilità della prima. Ma prestando attenzione ai dettagli, che stanno davanti ai nostri occhi eppur paiono celati, possiamo osservare la vita degli uomini che trascorre occupata in umili lavori, attività faticose e necessarie per soddisfare le esigenze primarie. Estremamente lontane nello spazio e nel tempo queste silografie policrome mantengono uno splendido legame con la contemporaneità. Non più incontaminata la natura ci avvolge e plasma, non più - almeno per questi ragazzi - la fatica fisica è necessaria per soddisfare i bisogni necessari alla vita del corpo. Ma sono (siamo) ancora lì a trascinare il carro lungo le strade. Ma sono (siamo) ancora imbarcati su esili legni sovrastati dalle onde gigantesche mentre lontana e immobile sta la meta (intendo la sacralità del monte Fuji come ancora e strumento per la riscoperta di sé e del rapporto con il mondo che possono esser coltivati attraverso lo studio della letteratura, della musica, delle scienze, della pittura, della scultura, dai mestieri artigianali e perché no dall’impegno sportivo…). La suggestione che ho provato davanti alle opere è questa: ieri la tradizione e oggi la società globale del profitto costringono gli ultimi all’esclusione. E questa la domanda: in che modo (e attraverso quali strumenti) chi vive ai margini può uscire dalla cornice e così sottrarsi al destino imposto dall’ambiente dentro il quale è nato e cresciuto? Particolarmente interessanti sono le silografie policrome e i dipinti su carta o seta di Eisner che ritraggono splendide geisha e cortigiane. Le donne sono ritratte in primo piano, in interno nel loro ambiente, accanto agli oggetti della vita quotidiana: il ventaglio, i pennelli e l’inchiostro, un libro. Queste donne dai capelli ricamati e impreziositi da spilloni incarnano la moda e la seduzione. Si presentano avvolte nei loro kimono e obi dai motivi ricercati, realizzati da mani sapienti che hanno tessuto seta preziosa. Un'estasi di motivi, colori e rimandi che celano minuziosamente quel corpo addestrato ad offrire il piacere. Dietro i simboli del piacere, della moda e dell'eleganza sta spesso, ad aprire una prospettiva, una finestra. E dentro la finestra scene di un'altra vita: semplici tratti in bianco e nero di vita contadina, colorati paesaggi di valli e monti bucolici. Nelle opere di Hokusai e Eisen ci troviamo di fronte ad uno specchio: da una parte ciò che appare e dall’altra ciò che è; da una parte la forza dell’esterno che preme per inchiodarci e dall’altra la via per tentare l’approdo lontano. Ma per avvicinarci almeno un poco all’approdo e a ciò che è dobbiamo spezzare le catene. Proporre ai ragazzi un lavoro strutturato sulle opere del Mondo Fluttuante potrebbe essere loro molto utile. Certo, non hanno gli strumenti per interpretare. Ma per questo ci siamo noi ad accompagnarli.   "Lettere a Nick" parla anche di questo. immagini del mondo fluttuante Manga manuali di disegno per pittori 1810-1819 200 silografie policrome e dipinti su rotolo

Lettere a Nick

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