9788865377093.jpg


febbraio 2018
Pagine 544
Formato cm 17 x 24
ISBN: 9788865377093
Categoria: Storia

La "catena" palladiana: Andrea Gregori, il Palladio, e oltre…



Questo volume contiene il risultato di pluriennali ricerche documentali, volte ad approfondire la conoscenza del periodo compreso fra il trasferimento a Vicenza del giovane Andrea Gregari, visto nel contesto della sua origine familiare e del suo cognome, e il periodo post-palladiano, ossia dalla morte del Palladio fino all’inizio del XVII secolo. Il saggio è suddiviso, e coordinato, in tre parti che corrispondono, rispettivamente, e con qualche necessaria approssimazione, al periodo che giunge fino alla maggiore età di Andrea, al resto della sua vita, e all’immediato seguito. Quest’ultima era l’epoca in cui i suoi figli Marcantonio e Silla erano ancora viventi, come altri personaggi che lo avevano conosciuto e ne ritenevano una ineludibile memoria. In particolare, evidenziamo Natale Baragia, e Vincenzo Scamozzi. Ma non trascuriamo, anzi poniamo in luce i nobili architetti dilettanti, fondamentale riferimento nella problematica architettonica di quel periodo, accanto a professionisti come Francesco Albanese e il menzionato Baragia, con Barnaba Mazzonchi. Attraverso il concatenamento fra le parti, tutt’altro che isolate, ed i singoli elementi esposti nel saggio emergono diverse opere, sia palladiane che di altri autori, con particolare attenzione ai soci di Pedemuro, imprenditori del giovane Andrea. Viene approfondito anche il succedersi dei committenti, considerati nell’ambito del movimento ideale, teorico e pratico amministrativo, da cui muove il fenomeno palladiano. Fra tutti, si conferma ed accresce l’importanza di Antenore Pagello. Partigiano di Venezia, impegnato nell’amministrazione pubblica, e cultore d’arte, manifesta per primo l’intenzione che Andrea divenisse il Palladio. Ciò avveniva accanto al consolidato partito francese, rappresentato dai fuorusciti fiorentini, stabilitisi in città. In una prospettiva che giunge fino al beneficio ecclesiastico francese dei Porto, sullo sfondo dell’eresia e dell’impegno militare dei Thiene coi francesi, alla fine dell’esperienza repubblicana in Toscana. Il tutto accompagnato dalle manifestazioni architettoniche, laddove mentre si precisano alcuni termini di opere palladiane, si riordina e affronta con maggior precisione la problematica del lascito culturale del grande architetto, ossia del progetto civile di coloro i quali ne hanno voluto l’affermazione.


31,00

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