Michele Michelino
Michele Michelino

Michele Michelino, nato a Casalpusterlengo (LO) nel 1949, è stato operaio nel reparto cavi della ditta Pirelli S.p.A. di Milano (1966-1974), poi nel reparto forgia della ditta Breda Fucine S.p.A. di Sesto San Giovanni (MI) (1976-1997) e dal 1997 al 2007 è stato operaio nel settore manutenzione (elettricista) del Comune di Milano. Presidente del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, è stato fondatore del Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli” di Sesto San Giovanni.

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28 aprile: giornata mondiale delle vittime dell’amianto

Per la giornata mondiale delle vittime dell'amianto, alle ore 11,30 una delegazione del Comitato ha ortato fiori alla lapide che le ricorda a Sesto San Giovanni, in via Carducci.

https://youtu.be/pXkaPOAKG_w

Inserito 5 mesi fa

Eventi

28 aprile giornata mondiale delle vittime dell’amianto:

28 aprile giornata mondiale delle vittime dell’amianto:

alle ore 11,30 una delegazione del Comitato porterà fiori alla lapide che le ricorda a Sesto San Giovanni in via Carducci.

Anche se i divieti di governo e regioni per il coronavirus impediscono ogni manifestazione, il nostro Comitato ricorderà comunque, nel rispetto delle norme di sicurezza, tutti i morti chiedendo giustizia per le vittime dell’amianto e per tutti i lavoratori e i cittadini assassinati per il profitto.

Sono passati 28 anni da quando l’Italia ha messo al bando l’amianto, ma siamo ancora uno dei paesi al mondo maggiormente colpiti dall’epidemia di malattie amianto-correlate. Secondo l’Oms, ancora oggi nel mondo sono circa 125 milioni i lavoratori esposti alla fibra killer e nel nostro Paese la bonifica delle costruzioni contenenti amianto procede molto a rilento.

Ogni anno le vittime dell’amianto sono circa 6mila: 3600 per tumore polmonare, 600 per asbestosi, 1800 per mesotelioma, un tipo di cancro molto aggressivo che colpisce la pleura e altre membrane. L’amianto ha ucciso tanti lavoratori e lavoratrici, ma anche persone che respiravano la fibra dai vestiti altrui (per lo più mogli che lavavano le tute e abiti dei mariti) o che si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato.

L’amianto ha ucciso, uccide e continuerà ad uccidere ancora perché i tumori che causa, mesotelioma, tumori polmonari, della laringe, asbestosi e nella donna tumore dell’ovaio, e altri ancora, ci mettono decenni a manifestarsi, e il picco è previsto tra il 2025 e il 2030.

 

Dai dati di Legambiente nel nostro Paese sono circa 370mila le strutture che contengono Eternit: per lo più edifici privati ma anche industriali e pubblici, comprese 2.400 scuole, 1.000 biblioteche e 250 ospedali. Per non parlare della rete idrica: sarebbero 300mila i km di tubature in cui è presente l’asbesto. Si tratta, però, di stime: il censimento dei siti inquinati non è stato completato in tutte le regioni.

 

In Italia negli ultimi dieci anni i morti per infortuni sul lavoro sono stati più di 17 mila.

Ogni anno sono 1.400 i morti sul lavoro (120 al mese) mentre decine di migliaia sono quelli per malattie professionali (solo per amianto oltre 6.000 all’anno).

A questi numeri vanno aggiunti gli altri morti del profitto causati dai risparmi sulla sicurezza (ponti che crollano, disastri ambientali, inondazioni e altro ancora) e oggi a causa del coronavirus anche medici, infermieri, personale sanitario, addetti alle pulizie degli ospedali.

Una strage che avviene nell’indifferenza che, oggi più che mai, diventa complicità.

ROMPIAMO IL SILENZIO. BASTA MORTI PER IL PROFITTO.

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

Aprile 2020

Inserito 6 mesi fa

Eventi

Giustizia per le vittime dell’amianto e dello sfruttamento

Giustizia per tutti i lavoratori e i cittadini assassinati  per il profitto

AL LAVORO PEGGIO CHE IN GUERRA:

In Italia negli ultimi dieci anni i morti per infortuni sul lavoro sono stati più di 17 mila. Ogni anno sono 1.400 i morti sul lavoro (120 al mese) mentre decine di migliaia sono quelli per malattie professionali (solo per amianto oltre 4.000 all’anno). A questi numeri vanno aggiunti gli altri morti del profitto causati dai risparmi sulla sicurezza (ponti che crollano, disastri ambientali, inondazioni e altro ancora).

Sabato 18 aprile 2020 – ore 16.00 corteo

partenza dal Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” di via Magenta 88, Sesto San Giovanni, fino alla lapide di via Carducci

L'aumento degli incidenti mortali e degli infortuni sul lavoro, che avviene mentre diminuiscono i posti di lavoro, dimostra il peggioramento delle condizioni della sicurezza sul lavoro e di vita.

Imprenditori senza scrupoli, pur di risparmiare anche pochi spiccioli per la sicurezza e realizzare il massimo profitto, condannano a morte migliaia di lavoratori e cittadini, consapevoli di rimanere impuniti, protetti da leggi che difendono i carnefici e puniscono le vittime, come vediamo giornalmente nei processi penali.

ROMPIAMO IL SILENZIO. BASTA MORTI PER IL PROFITTO.

E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI SCENDERE TUTTI IN PIAZZA.

Non possiamo assistere passivamente a questa mattanza di operai e cittadini per il massimo profitto. L’indifferenza, oggi, diventa complicità.

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio                                                                                                        

Sesto San Giovanni (Mi)  aprile 2020               e-mail: cip.mi@tiscali.it

Inserito 7 mesi fa

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Ricordo di Felice Dotti, es lavoratore Breda/Ansaldo ucciso dall'amianto

IL RICORDO DI FELICE DOTTI, LAVORATORE DELLA BREDA/ANSALDO, UCCISO DALL’AMIANTO E DAL PROFITTO. I COMPAGNI DI LAVORO E DI LOTTA

C’è una parola per chiamare Felice (nella foto), una parola che amava, a cui rispondeva sorridendo: compagno.

Significa “Colui che ha il pane in comune”, con altri.

Ha lavorato per vivere, lontano da casa, ma il lavoro non è stato lo scopo della sua vita.

Perché, ha lottato contro lo sfruttamento degli uomini e delle donne al lavoro, per difendere la propria salute, per affermare che nessun capitale vale quanto la vita e la dignità di una persona che lavora.

Voleva che gli uomini e le donne che lavorano prendessero la vita nelle proprie mani, che fossero compagni, solidali tra loro e padroni della propria esistenza.

All’Ansaldo ha partecipato alla costituzione del Comitato contro il Nucleare, in una fabbrica che costruiva centrali nucleari;

alle lotte per la difesa della salute, e contro l’inquinamento, dentro e fuori la fabbrica;

alla costituzione di un gruppo operaio, e di un sindacato di base, lo SLAI-Cobas.

E, quando le cose finivano, anche con una sconfitta, ricominciava da quello che sapeva fare meglio: con pazienza, ostinazione e un po’ di ironia. Perché amava ridere in compagnia.

La sua vita è stato il pane diviso con i suoi simili, anche noi.

Ne siamo orgogliosi e ti siamo riconoscenti, ciao, compagno Felice. 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

Inserito 9 mesi fa

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Comunicato sul processo d'Appello per i morti d'amianto alla Breda

Milano, 19 dicembre 2019. 

COMUNICATO STAMPA

” Ci auguriamo che possa esserci giustizia, finalmente, per i 12 lavoratori uccisi dall’amianto alla Breda Termomeccanica -Ansaldo, di Viale Sarca a Milano e che, con il Processo aperto oggi in Corte d’Appello di Milano, venga riconosciuta la responsabilità penale, con giusta condanna, di chi per gravi inadempienze e per mancata attuazione delle norme previste dalla legge, ne ha causato la morte”: è quanto hanno dichiarato, oggi, al termine della prima udienza del processo in Corte d’Appello a Milano, Sezione Quinta, Michele Michelino, ex operaio Breda, presidente del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro nel Territorio e Fulvio Aurora, responsabile delle vertenze giudiziarie di Medicina Democratica e di AIEA, Associazione Italiana Esposti Amianto. Negli ultimi mesi la lista dei morti e ammalati continua tragicamente ad allungarsi, altri lavoratori della Breda sono stati colpiti da tumori causati dall’amianto, che ha purtroppo una lunga latenza e che quando si manifesta non dà praticamente scampo.
“Siamo pieni di rabbia ma non rassegnati. Continueremo a lottare nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro, nelle piazze, nel territorio e anche nei Tribunali contro una giustizia che offende e umilia le vittime”, anche oggi, come nel 2017 i familiari di alcuni lavoratori morti hanno espresso il loro dolore, ma al contempo la volontà di continuare la battaglia fino in fondo.
Le tre associazioni, assistite dall’avvocata Laura Mara, hanno fatto ricorso in appello, in quanto parte civile, contro la sconcertante sentenza assolutoria di primo grado del 17 giugno 2017 per gli 8 dirigenti BREDA Termomeccanica/Ansaldo di Milano, imputati per omicidio colposo della morte per mesotelioma di 12 lavoratori. Come purtroppo è noto il mesotelioma è un cancro mortale, causato esclusivamente dalle fibre/polveri di amianto, respirato nel luogo di lavoro: ma il giudice dott. Simone Luerti della 9° Sezione Penale del Tribunale di Milano aveva sentenziato che “il fatto non sussiste” o per “non aver commesso il fatto”, nonostante le decine di testimonianze di ex lavoratori e dei consulenti ATS, ex ASL dimostrassero la massiccia presenza di amianto e il P.M. avesse chiesto pene dai 2 ai 4 anni e 11 mesi.

In questo processo d’Appello il collegio giudicante è composto da tre giudici, l Presidente Matacchioni, il relatore Arnaldi e la giudice Sola.

” Abbiamo ascoltato la requisitoria del Procuratore Generale Nicola Balice, che ha criticato le motivazioni con cui il giudice di primo grado aveva assolto gli imputati di omicidio colposo e siamo fiduciosi, in particolare, per il fatto che Balice ha chiesto la riapertura dell’istruttoria: ciò consentirà di riascoltare i consulenti delle parti, alla luce dei nuovi studi scientifici e di recenti sentenze della Corte di Cassazione, ribadendo le richieste di condanna con pene dai 2 ai 4 anni e 11 mesi per gli imputati. Ci auguriamo vivamente che possa essere messa la parola fine alle teorie inventate da alcuni importanti e ben pagati consulenti delle industrie, che mettono in dubbio le acquisizioni delle Conferenze Internazionali e delle Consensus Conference in relazione ai tempi “accorciati” in cui le malattie correlate all’amianto si manifestano, inducendo per i soggetti colpiti non solo maggiori sofferenze, ma anche un accorciamento della vita.”
Nel processo sono inoltre costituite parte civile anche la Regione Lombardia, la FIOM-CGIL, e l’INAIL.
Questo processo avviene in un periodo particolare, mentre cresce nell’opinione pubblica la consapevolezza del pericolo amianto e della sicurezza sui posti di lavoro e da più parti si chiede la bonifica dei siti contaminati , fra cui molte scuole, e dei territori avvelenati.
L’amianto ormai è assodato è un pericoloso killer che ha colpito prima gli operai costretti a lavorare in ambienti nocivi con sostanze cancerogene, poi “uscendo dalle fabbriche” e disperdendosi nell’aria, nell’acqua e nel territorio, anche i cittadini.
Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro nel Territorio
Associazione Italiana Esposti Amianto
Medicina Democratica, movimento di lotta per la salute

Per info:Carmina Conte, cell 393 1377616
Fulvio Aurora, cell. 3392516050
Michele Michelino, cell.3357850799,

 

Inserito 10 mesi fa