Michele Michelino
Michele Michelino

Michele Michelino, nato a Casalpusterlengo (LO) nel 1949, è stato operaio nel reparto cavi della ditta Pirelli S.p.A. di Milano (1966-1974), poi nel reparto forgia della ditta Breda Fucine S.p.A. di Sesto San Giovanni (MI) (1976-1997) e dal 1997 al 2007 è stato operaio nel settore manutenzione (elettricista) del Comune di Milano. Presidente del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, è stato fondatore del Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli” di Sesto San Giovanni.

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AMIANTO LA STRAGE INVISIBILE

Il 4 agosto durante la festa in ricordo dei GIORNI DELLA MEMORIA E DELLA SOLIDARIETA’ organizzata dai famigliari dei morti della strage ferroviaria di Viareggio ci sarà il dibattito “AMIANTO LA STRAGE INVISIBILE”, parteciperanno: Michele Michelino presidente del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio di Sesto San Giovanni (Mi), Vito Totire, medico del lavoro, presidente dell'Associazione Esposti Amianto di Bologna, e Armando Vanotto presidente dell'Associazione Italiana Contro l’Amianto di Savigliano (Cn) e altri  

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Eventi

Giovedì 8 giugno a Massa presentazione del libro AMIANTO: MORTI DI PROGRESSO di Michele Michelino e Daniela Trollio

Giovedì 8 giugno h. 21.00 a Massa Parco della Rinchiostra Via Mura della Rinchiostra nord 7 Assemblea-dibattito su: “Salute, sicurezza, ambiente”. Presentazione dei libri “Viareggio 29 giugno 2009” e Amianto: morti di “progresso” Partecipano le curatrici e gli autori: Riccardo Antonini, Michele Michelino e Daniela Trollio L'iniziativa è a cura del Collettivo S.O.S. (Salute-Organizzazione-Sanità)

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Eventi

Presentazione del libro AMIANTO: MORTI DI PROGRESSO di Michele Michelino e Daniela Trollio.

Giovedì 8 giugno h. 21.00 a Massa Parco della Rinchiostra Via Mura della Rinchiostra nord 7 Assemblea-dibattito su: “Salute, sicurezza, ambiente”. Presentazione dei libri “Viareggio 29 giugno 2009” e “Amianto: morti di progresso” Partecipano le curatrici e gli autori: Riccardo Antonini, Michele Michelino e Daniela Trollio L'iniziativa è a cura del Collettivo S.O.S. (Salute-Organizzazione-Sanità)  

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Rassegna stampa

Amianto. La battaglia di ex bredini e associazioni: ogni anno la lista nera si allunga

IL GIORNO La battaglia di ex bredini e associazioni: ogni anno la lista nera si allunga di LAURA LANA Ultimo aggiornamento: 30 aprile 2017 Sesto San Giovanni (Milano), 30 aprile 2017 - Accompagnati dalla banda degli ottoni, come ogni anno hanno sfilato dalla sede di via Magenta fino alla lapide di via Carducci, che ricorda tutti i morti di amianto. Ex bredini e non solo hanno partecipato ieri pomeriggio al corteo, organizzato dal Comitato per la difesa nei luoghi di lavoro e del territorio. "Ringraziamo i tanti amici che non ci fanno mai mancare il loro sostegno - ha sottolineato il portavoce Michele Michelino -. Oggi (ieri, ndr) ci sono tante associazioni: l’associazione esposti all’amianto, quella delle vittime della strage di Viareggio, il comitato dell’Innse, gruppi di Lecco e Cinisello Balsamo. Questo perché l’obiettivo è dare vita a un coordinamento nazionale per le vittime non solo dell’amianto, ma per tutte le morti bianche. Chiediamo e vogliamo giustizia". Al termine della manifestazione, che si è snodata per le vie della città, è stato deposto un mazzo di fiori sulla lapide. "Quest’anno lo dedichiamo a due compagni che ci hanno lasciato nelle scorse settimane - ha spiegato Michelino -. Daniela Cavallotti, sindacalista del Comune di Milano, morta giovane per mesotelioma. Ricordiamo le tante battaglie insieme. Ha lottato fino all’ultimo giorno. Grazie a lei, Palazzo Pirelli da due anni è chiuso. Sembra impossibile che un luogo pubblico, comunale, sia pieno di amianto. Invece è così. E quello che ha fatto Daniela per i suoi colleghi, che oggi sono qui con noi, deve essere per tutti un esempio". Il corteo è stato poi dedicato a Sandro Artioli, scomparso recentemente. "Un prete operaio della Breda. Uno dei pochi che riuscì ad avere il riconoscimento della malattia professionale da amianto. È stato un nostro compagno, che ci ha accompagnato in tutte le nostre lotte. Ogni anno torniamo su questa lapide con una lista nera che si allunga. Ma ogni anno anche la consapevolezza collettiva cresce". Tra ex operai e associazioni di tutta Italia, presente come ogni anno Antonio Pizzinato, simbolo e storia del sindacato sestese e nazionale negli anni delle grandi fabbriche. Ieri pomeriggio alla manifestazione hanno preso parte anche il vicesindaco Andrea Rivolta e l’ex assessore e candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative Giovanni Urro, sotto le bandiere di Sesto Anticapitalista. "Sono oltre 4mila i morti per amianto in Italia, 11 ogni giorno, uno ogni due ore: persone che muoiono di mesotelioma pleurico o a causa di uno degli altri tumori correlati - ha concluso Michelino -. Nonostante siano passati 25 anni dalla sua messa al bando, nel 1992, l’amianto continua a uccidere. Senza contare poi gli infortuni e le morti sui luoghi di lavoro. E tutto questo accade nella più completa indifferenza di tante istituzioni, che invece dovrebbero tutelare i lavoratori".  

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Eventi

Giornata mondiale contro l amianto corteo a Sesto San Giovanni, sabato 29 aprile 2017 alle 16.30 con partenza dal Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli”

Giornata mondiale contro l’amianto  Sono oltre 4000 i morti per amianto in Italia, 11 ogni giorno, una ogni due ore che muoiono di mesotelioma pleurico o di uno degli altri tumori asbesto correlati. Nonostante siano passati 25 anni dalla sua messa al bando, nel 1992, l’amianto continua a uccidere.  Questa strage è solo la punta dell’iceberg. Il numero di vittime, infatti, mostra un trend in crescita che, se non si procede con le bonifiche, dal 2020 rischia di diventare uno stabile problema ambientale, sanitario e sociale, mettendo a rischio anche la salute delle future generazioni. Il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio organizza un corteo a Sesto San Giovanni, sabato 29 aprile 2017 alle 16.30 con partenza dal Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” di Via Magenta 88, fino alla lapide di Via Carducci.  

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Rassegna stampa

Amianto,i manager della Breda sapevano e se ne sono infischiati

Dal quotidiano IL GIORNO Amianto,"i manager della Breda sapevano e se ne sono infischiati" La requisitoria del pm al processo per la morte di una decina di operai alla Breda di Sesto San Giovanni di RAFFAELLA FOLETTI Ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2017 [Michele Michelino] Michele Michelino Sesto San Giovanni (Milano), 16 febbraio 2017 - La Breda Termomeccanica - Ansaldo "se n'è infischiata fino al 1985» delle norme sull'amianto e i suoi ex manager «sapevano di mettere a rischio i lavoratori". È uno dei passaggi della requisitoria di oggi del pm di Milano Nicola Balice, davanti ai giudici della nona sezione penale, nel processo a carico di otto ex amministratori dell'azienda (altri due ex membri del cda sono nel frattempo deceduti) accusati di omicidio colposo per la morte di una decina di operai causata, secondo l'accusa, dall'esposizione all'amianto nello stabilimento milanese di viale Sarca tra gli anni '70 e il 1985. I giudici hanno rinviato l'udienza al 1 marzo, giorno in cui si concluderà la requisitoria con le richieste del pubblico ministero e, dopo le arringhe delle difese, potrebbe arrivare la sentenza. Presenti in aula oggi anche una decina di operai, tra cui Michele Michelino, ex operaio della Breda Ansaldo e portavoce del Comitato per la Difesa della salute nei luoghi di lavoro. Per il rappresentante della pubblica accusa non ci sono dubbi. Quelle morti, ha ricostruito il magistrato, state tutte provocate da mesiotelioma pleurico o tumori polmonari, patologie a loro volta causate dalla presenza di amianto all'interno dello stabilimento: "Oltre il 70% dei manufatti della fabbrica conteneva amianto. Gli operai lavoravano in un ambiente scarsamente ventilato ed è pacifico che siano stati esposti all'amianto".  La maggior parte di loro sono poi stati colpiti da mesiotelioma pleurico, "patologia - l'ha definita il magistrato - sentinella d'amianto". Secondo la letteratura medico scientifica, citata dal pm Balice nel corso del suo intervento in aula, 80 volte su 100 il mesiotelioma pleurico è causato dalla prolungata esposizione alle fibre di amianto e soltanto nel 20% dei casi è dovuto ad altri fattori. Ma alla Breda Termomeccanica di Sesto San Giovanni "il nesso causale tra patologia ed esposizione alle fibre di amianto è ampiamente provato". Sul banco degli imputati ci sono 9 componenti del consiglio di amministrazione e un ex direttore di produzione della fabbrica, tutti in carica nel periodo compreso tra il 1973 e il 1985. "All'epoca - ha sottolineato ancora il magistrato - i pericoli provocati dall'amianto erano ampiamente noti". E la Breda Termomeccanica era "un grande gruppo industriale, non stiamo parlando di un piccolo imprenditore". Ma responsabili dello stabilimento di Sesto "se ne sono infischiati" della normativa vigente all'epoca sul rischio amianto. Hanno comunque messo a rischio la vita delle tute blu e "sapevano" di farlo. Il pm Balice terminerà la sua requisitoria nell'udienza del 1 marzo: quel giorno arriveranno le eventuali richieste di condanna.  

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