Matilde Meazzi
Matilde Meazzi

Matilde Meazzi, docente di lettere e pubblicista, ha collaborato per oltre dieci anni al Quotidiano “Alto Adige” come critica d’arte. È stata ufficio stampa della Provincia Autonoma di Bolzano per mostre allestite presso Castel Mareccio di Bolzano e direttrice artistica della Galleria “Vega Spazio” di Trento. Ha curato mostre e cataloghi di artisti sudtirolesi, altoatesini e trentini. Ha collaborato con critiche d’arte e letterarie alla rivista “Il Cristallo”; la rivista “La Corte di Mantova” ha pubblicato un suo racconto. Nel 2015 ha pubblicato la raccolta di poesie “21/12 Marzo” e nel 2017 il saggio “Il paesaggio condiviso” e il romanzo "Evelina e il mondo che verrà", nel 2018 il saggio "Siamo tempo"  (tutti con prefazione di Lia Nesler).

Ultimi libri

Eventi

Aperitivo letterario con sfliata di moda e letture da "La modista" di Matilde Meazzi

L'incontro con le ragazze de "La bragheria" è stato di quelli belli, belli! Così è nata l'idea dell'aperitivo con sfilata della nuova collezione autunnale intervallata da letture, a cura di Viky Keller, tratte dall'ultimo romanzo di Matilde Meazzi "La modista". La scrittrice dialogherà con le stiliste e con i partecipanti. L'aperitivo è offerto dalla cantina Roverè della Luna e saremo ospitati nel giardino del Parallelo del gusto.

Vi aspettiamo per un brindisi alla moda!

Inserito 6 giorni fa

Eventi

Matilde Meazzi al Religion Today con "Evelina e il mondo che verrà"

Venerdì 4 ottobre alle 16:00, nella rassegna di incontri letterari di Religion Today, "Libri nel mondo", che si terrà al teatro San Marco di Trento, "Evelina e il mondoche verrà" di Matilde Meazzi sarà il romanzo di partenza per il dialogo tra l'autrice e Lia Nesler incentrato sul ruolo delle donne nel periodo fascista e sulle conseguenze che ne sono derivate.

"Genova, 8 dicembre 1928

Cara Elvira,

oggi festa di compleanno! Tullio ha compiuto diecianni e mi sembra godere di maggior libertà di me!

Non credere che sia il solito lamento della sorella maggiore. È davvero faticoso corrispondere sempre a ciò che la tua famiglia vuole da te se sei donna! So che siamo fortunate: possiamo andare all’Università, giocare a tennis, andare in montagna o al mare, studiare le lingue o il pianoforte. Ma, secondo te, è normale che non possiamo invece fare praticamente tutte le restanti cose importanti? Sulla carta potremmo, ma in realtà il nostro destino è segnato. Questa mistificazione di fondo non può che rendermi avvilita e triste. La Bice, madrina di Tullio, sostiene che dal discorso dell’Ascensione dell’anno scorso (26 maggio 1927, sull’incremento delle nascite) la nostra condizione di donne è tragicamente peggiorata, vale solo la donna‑madre che si sacrifica per il bene della famiglia e della Patria. C’è stata una forte discussione a questo proposito fra lei e mio padre, che al solito non vede al di là del suo naso quando si tratta di Mussolini.

Quando la Bice ha detto che la scusa della diversità naturale tra donna e uomo non può essere usata per resuscitare un’idea antiquata di famiglia, in cui la donna deve dar conto di ogni propria scelta, mio padre, alzando la voce, ha ribadito che la maggioranza delle donne italiane sostiene il Duce perché convinta che non ci sia ruolo più nobile di quello di madre.

La Bice, che ormai ha raggiunto l’età dello zitellaggio, ha ribattuto che ormai persino il volontariato sta diventando sospetto se non si producono corredini per le mogli degli emigranti, quelle rimpatriate con l’aiuto del governo per far nascere i loro figli in Italia. Per non parlare della scuola in cui si bombardano le allieve con le storie delle loro eroiche madri: Cornelia, madre dei Gracchi; Adele Cairoli, madre degli eroi del Risorgimento; le due Rose, la madre di Garibaldi

e quella di Mussolini…

Mio padre ha riso e le ha detto, con fare provocatorio, che potrebbe provarci pure lei a sfornare un figlio degno di gloria. La mamma è intervenuta con un tono freddo, un tono che non le conoscevo.

«Bice ha una madre inferma da accudire, te ne sei dimenticato?»

Mi sono vergognata per lui e me ne sono venuta in camera a scriverti. Tu come stai? La bronchite non può durarti fino a Natale, dobbiamo scegliere che regali realizzare e siamo già in ritardo. Dammi tue notizie presto!

Evelina

Inserito 1 anno fa

Eventi

"Evelina e il mondo che verrà" di Matilde Meazzi per l'8 marzo alla libreria "La pulce d'acqua" di Lavis

Nella giornata delle donne, l'8 marzo, alle 18:15 ci troveremo alla libreria "La pulce d'acqua" di Lavis con Matilde Meazzi e Lia Nesler. Partendo dal romanzo epistolare "Evelina e il mondo che verrà" si parlerà della condizione femminile, di ciò che si è evoluto o involuto. Un dibattito che vorremmo condividere anche con un pubblico maschile.

Genova, 8 dicembre 1928
Cara Elvira,
oggi festa di compleanno! Tullio ha compiuto dieci
anni e mi sembra godere di maggior libertà di me!
Non credere che sia il solito lamento della sorella
maggiore. È davvero faticoso corrispondere sempre a
ciò che la tua famiglia vuole da te se sei donna! So che
siamo fortunate: possiamo andare all’Università, giocare
a tennis, andare in montagna o al mare, studiare
le lingue o il pianoforte. Ma, secondo te, è normale
che non possiamo invece fare praticamente tutte le
restanti cose importanti? Sulla carta potremmo, ma
in realtà il nostro destino è segnato. Questa mistificazione
di fondo non può che rendermi avvilita e triste.
La Bice, madrina di Tullio, sostiene che dal discorso
dell’Ascensione dell’anno scorso (26 maggio
1927, sull’incremento delle nascite) la nostra condizione
di donne è tragicamente peggiorata, vale solo
la donna‑madre che si sacrifica per il bene della famiglia
e della Patria. C’è stata una forte discussione a
questo proposito fra lei e mio padre, che al solito non
vede al di là del suo naso quando si tratta di Mussolini.

Inserito 2 anni fa

Eventi

"Siamo tempo" alla libreria Ubik di Bolzano

Venerdì 1 marzo alle 18:00 saremo alla libreria Ubik di Bolzano con Matilde Meazzi e Lia Nesler. Sarà una bella occasione per discutere del tempo nelle sue diverse accezioni "La fenice, il dardo e il canguro nella letteratura moderna e contemporanea".

“Là, da dove le cose provengono, ritornano, pagando l’una all’altra il castigo di essere venute secondo l’ordine ingiusto del tempo”
Anassimandro

Inserito 2 anni fa

Rassegna stampa

"Siamo tempo" di Matilde Meazzi recensito da Franco Sandri

Franco Sandri recensisce "Siamo Tempo" di Matilde Meazzi sul numero di febbraio di Cooperazione tra Consumatori.

Inserito 2 anni fa

Rassegna stampa

"Siamo tempo" di Matilde Meazzi sul Trentino

Si parla di "Siamo tempo" di Matilde Meazzi sul quotidiano il Trentino, cogliendo l'occasione dell'ultima partecipata  presentazione in collaborazione con Lia Nesler alla liberia Ubik di Trento il giornalista sottolinea il particolare taglio dato dall'autrice a questo saggio che mette a confronto le diverse concezioni del tempo.

Inserito 2 anni fa