Recensione di Nicovid su Mescalina.it

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http://www.mescalina.it/libri/recensioni/miky-marrocco/nicovid Miky Marrocco Nicovid di Eliana Barlocco A volte, è difficile che gli eventi riescano a creare un quadro coerente e convincente della vita. Così, come la vita, i racconti di Nicovid, il libro di Miky Marrocco, si rincorrono uno dietro l`altro in una apparente distonia, protendendosi verso un finale destrutturante (l`io fuori dal sé), ma al contempo strutturante (l`altro nell`io).  Racconti che nascondono ansie, paure, visioni e che si trasformano nelle fobie e nelle angosce del lettore stesso. Ogni visione diviene reale e controllata grazie al Nicovid. Ed è la dipendenza dal farmaco, il nicovid appunto, che ci libera dai `piccoli momenti di buio` che consapevolmente e inconsapevolmente accadono. Il legame tra i racconti è dato dal personaggio del Dottore. L`uomo-buffo, il carnivoro, il demiurgo, colui che si introduce nella malattia e ne diviene al contempo preda; e lui, in balia anch`egli dei propri incubi, ci introduce nel mondo dei suoi stessi pazienti.  Si comincia con `La fuga` dalla quotidianità verso l`ignoto “temevo che tutto quel vuoto si riversasse dentro all`abitacolo” e, si conclude, con `La cura` in cui le ataviche paure umane vengono ingurgitate inesorabilmente. Nel mezzo una serie di schizzi – le allucinazioni visive e auditive, il rapporto dottore/paziente, le manie  persecutorie -  che tentano di creare un`immagine di noi stessi.  I racconti sono brevi, concisi, diretti. E nella lettura cerchiamo di ritrovare una via di fuga da questo mondo visionario: ma la realtà è malattia? o la malattia è più concreta della realtà stessa? Vaghiamo tra i racconti consapevolmente coscienti che difficilmente riusciremo a trovarla questa via d`uscita...o forse la malattia stessa è la via?

Miky Marrocco

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