Lukas Zanotti
Lukas Zanotti

Biografia La mancanza di documenti accertabili e l’esiguità delle testimonianze attendibili, la vita completamente isolata che condusse, la mistificazione, inoltre, in chiave leggendaria se non agiografica della sua figura, operata sistematicamente negli ambienti mistico-religiosi e nei circoli segreti degli alchimisti, rendono difficoltoso ed arduo ogni approccio seriamente biografico nei confronti di Lukas Zanotti. Innanzitutto egli muore il 26 aprile 1970 in circostanze del tutto enigmatiche ed oscure. Paziente dell’ospedale psichiatrico di Pergine, il 20 aprile viene denunciata alle autorità locali dal Dott. Prof. Heinrich Kraft-Ebing, allora direttore dell’istituto, la sua improvvisa e misteriosa scomparsa. Le ricerche, subito iniziate, non portano ad alcun esito. Poi, la notte del 26 aprile, durante un violento nubifragio presso il vicino abitato di S. Pietro, un fienile viene incendiato e distrutto da un fulmine. Domate le fiamme, i vigili del fuoco ritrovano nel rustico un corpo carbonizzato. Il corpo è quello di Lukas Zanotti, si dice, in quanto ne vengono riconosciuti gli indumenti. Le ipotesi però sulle cause e le circostanze del decesso sono confuse, ambigue e molteplici. Dall’analisi autoptica risulta, infatti, che le ustioni sul corpo risalgono a svariati giorni prima, così che alcuni medici accreditano l’ipotesi di un decesso da elettroshock, voluto poi mascherare dal personale del manicomio come morte accidentale; altri, invece, incolpano la sua rarissima malattia che, nelle crisi più acute, ne ustionava l’epidermide fino a renderla incandescente e quindi carbonizzata. Certi studiosi svizzeri, infine, sulla base di strane incongruenze negli accertamenti autoptici e confortati da alcune testimonianze, si convincono addirittura che il corpo ritrovato non sia quello di Zanotti ma che invece, rapito da fanatici e seguaci alchimisti, egli sia ancora vivo e tenuto nascosto presso il sanatorio Berghof di Davos. Più oscure e fumose, se possibile, risultano poi le voci e le notizie relative la vita: gran parte dei suoi documenti, infatti, si sono inspiegabilmente persi nel 1973 durante il trasferimento ad Hall dell’archivio manicomiale perginese e quindi ogni dato descritto nelle biografie mistico-esoteriche non possiede alcun reale e sicuro riscontro. Le apparizioni multiple, gli innumerevoli miracoli, le facoltà di levitazione, magnetismo, telecinesi, telepatia e ipnotismo, come la chiaroveggenza e l’onnipotenza, il suo fluido magico astrale, il potere della xenoglossia, e ancora le sedute spiritiche con satana, i voli notturni, i viaggi spaziali, le incredibili scoperte e le orge sessuali con animali, sembrerebbero decisamente delle esagerazioni create ad arte dai suoi biografi devoti e idolatri. Dai pochi documenti rimasti pare comunque certo che Lukas Zanotti fu internato, giovanissimo, il 3 giugno 1924, con un ricovero spontaneo causato da persistenti segni d’instabilità psichica e “per non poter più resistere alla vita libera”. Nel verbale clinico di quel giorno egli afferma che una crudele polizia segreta studia le sue mosse, lo insegue, ma non lo incarcera; lo farà solo quando avrà a disposizione tutti gli elementi di prova necessari alla condanna definitiva. Qui il profondo vissuto di colpa si mescola già all’espiazione, che consiste nel vivere nell’angosciosa attesa senza fine di un evento tanto temibile quanto da lui incontrollabile. Per tale motivo, divenuta l’angoscia intollerabile, Zanotti anticipa sul tempo i suoi persecutori ed è lui per primo a chiedere l’internamento in manicomio e a pagare in tal modo la colpa dei suoi peccati, vivendo la sensazione tanto onnipotente quanto autodistruttiva di essere lui stesso a determinare gli eventi e a tenere in scacco la polizia segreta. In proposito lo psichiatra Hans Prinzhorn afferma che Adolf Wölfli, essendone morbosamente attratto ma invidioso, sosteneva d’essere lui il vero Lukas Zanotti, ossia Dio, fingendosi Adolf Wölfli proprio per sfuggire alla evocata polizia segreta, ossia il Male. Altro dato certo è la sua adesione nel 1928, nonostante fosse già in manicomio, alla Confraternita del Collegio Rosiano, di cui divenne nel 1934 Guardiano dell’Albero Solare; sarà proprio in questo ristretto ambito alchimistico che maturerà la sua fama leggendaria, alimentata soprattutto dai suoi numerosi scritti esoterico-filosofici e la sua vasta opera mistico-artistica. Infine, se la morte è ambigua e la vita scarsamente documentata quando non distorta, le origini di Lukas Zanotti sono addirittura sconosciute: chi furono i suoi genitori? dove e quando nacque? Anche qui le biografie esistenti non sono attendibili né affidabili: c’è chi lo vuole discendente da esseri divini, chi figlio di un angelo e un caprone, altri asseriscono poi sia nato sulla luna, sotto l’oceano indiano, dentro un vulcano sommerso e più di 4.000 anni fa. Insomma, davvero una figura ineffabile che solo ora, attraverso l’analisi della sua opera letteraria e pittorica sepolta sotto le fondamenta del manicomio e casualmente ritrovata nel 2005, gli storici e gli studiosi stanno facendo uscire dall’ombra e dalle tenebre.

Ultimi libri

News

KUKA MUSEUM

KUKA MUSEUM

Das Museum ohne Wände

Das Kuka Museum widmet sich als kulturelles Gedächtnis der Bewahrung und öffentlichen Vermittlung südtiroler Naiver Kunst, Art Brut und Outsider Art verstorbener und aktiver Künstler und setzt deren Werk mit anderen Kunstgattungen in Beziehung. In freiem Kunstverständnis widmet es sich in seiner Ausstellungstätigkeit dieser vergleichenden Auseinandersetzung. Es weckt das Verständnis für die Bedeutung des kreativen künstlerischen Prozesses im Leben des Menschen im Allgemeinen und der ausgestellten Künstler im Besonderen. Dabei berücksichtigt es Werke aus künstlerischen Grenzbereichen und von Autodidakten, die oftmals selber in verschiedener Hinsicht Grenzgänger sind. Es arbeitet mit anderen Museen und Institutionen zusammen, sucht die Vernetzung und fördert die eigene Kompetenz.

 

Das Kuka Museum erfüllt alle Aufgaben eines Museums und tritt mit jährlich mindestens zwei wechselnden Ausstellungen und mindestens einer Ausstellung aus der Sammlung, aus dem weit verstandenen Bereich der von ihm vertretenen Kunstrichtung, an ein breites Publikum, das vom professionellen Kenner der Materie bis zum Laien jeder Altersstufe reicht. Es ist in seinem Themenbereich ein Kompetenzzentrum, das nicht nur Wissenswertes zu den Kunstwerken, sondern auch zu den Biographien der Künstlerinnen und Künstler vermittelt, das Interesse an der offenen Betrachtungsweise künstlerischen Schaffens fördert, die wissenschaftliche Forschung unterstützt, Interdisziplinäres zu anderen Kunstrichtungen erkennbar macht und den südtiroler Kerngehalt in den nationalen und internationalen Kontext stellt.

 

Das Museum verfügt über eine Sammlung von über 2000 Werken und mehr als 40 Künstlern. Hinzu kommen separate Konvolute wie etwa 100 Blätter von Gottfried Masoner, 200 Blätter von Aldo Porcaro, und der Bestand wächst fortlaufend weiter.

Die zentralen Kunstrichtungen unserer Sammlung umfassen:

KUKA MUSEUM

Das Museum ohne Wände

Bozen - Italien

kukamuseum@virgilio.it

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KUKA MUSEUM MEETINGS 2018

MARDI GRAS BUCHHANDLUNG - A. HOFERSTR. 3&4 - BOZEN

Das Kuka Museum hat folgende Vorträge bei der Mardi Gras Buchhandlung in Bozen organisiert:

 

1 KUNST ZUM STEHLEN - 22.09.2018 um 10.30 Uhr - Lukas Zanotti, Künstler und Direktor des Kuka Museums, redet über das Museum und das Stehlen in der Kunst. Vorstellung der anarchistischen Gruppe ″Kunst zum Stehlen″. Am Ende wird dem Publikum das Angebot unterbreitet, die vorgestellte Kunstwerke aus Papier zu stehlen.

 

2 LÜGNER ODER ENTDECKER HÖHERER VISIONEN? - 20.10.2018 um 10.30 Uhr - der Irre und der Künstler, exzentrische Lügner oder Erzähler anderer Wahrheiten? Das Erfinden ist ein kreativer oder pathologischer Akt? Professorin Luna Zattoski redet über die Lüge in der Kunst und in der Gesellschaft. Dann ″Lüge-Performance″ des Künstlers Gian Paolo Guerini mit den Schülern des Kunstlyzeums Bozens.

 

3 TAROCK: FAHR ZUM SPIEL - 17.11.2018 um 10.30 Uhr – Spiel und Schicksal in der Kunst und im Leben. Vorstellung des berühmten ″Zeltner″ Tarot Decks. Die Zauberin Francesca liest dann allen Anwesenden die Karten.
                        
4 NOFLANER - 19.01.2019 um 10.30 Uhr - ″Was Heute nicht geschehen kann/nimmt Morgen einen Namen an!″ - Franz Josef Noflaner: Dichter, Worte. Gedichte, Prosa. Der grödner Künstler (1904-1989) hinterließ einen umfassenden literarischen und künstlerischen, zum Teil unveröffentlichten Nachlass. Lesung seiner Werke mit musikalischer Begleitung durch das Sakul Orkestra. Einführung: Arnold Tribus, Historiker und Direktor der Tageszeitung.

Inserito 1 anno fa

Rassegna stampa

Lukas Zanotti a Monaco presso Poolplay

The great artist Lukas Zanotti by Poolplay, Munich. http://poolplay.eu/PoolPlayPeoplePaper/

Inserito 3 anni fa

Rassegna stampa

Kuka Museum: uno spazio fisico e concettuale per l'outsider art

http://franzmagazine.com/2016/10/04/kuka-museum/

Inserito 3 anni fa

Rassegna stampa

Lukas Zanotti fondatore e direttore del Kuka Museum

KUKA MUSEUM       Il Kuka Museum, ente no profit, fondato e diretto da Lukas Zanotti nel 2016 e con sede a Bolzano, nasce con l’intento di raccogliere, studiare, conservare, promuovere, esporre e pubblicare l’Outsider Art prodotta in Sudtirolo, in tutte le sue forme e manifestazioni, sia da artisti del passato che da quelli viventi: disegni, pitture, sculture, romanzi, poesie, diari, environments, video, performances, canzoni, racconti orali, ecc.      Per la precisione, con il termine Outsider Art, o Arte Irregolare, si disegna la grande, variegata e complessa famiglia degli artisti marginali, folk, visionari, spesso con problemi psichici e sempre, o quasi sempre, sprovvisti di formazione artistica accademica, ossia i cosiddetti autodidatti. Persone che operano solitarie, al di fuori del condizionamento di canoni, movimenti, mercati e che traggono dalle profondità della propria personalità, per se stessi e non per altri, opere eccezionali nel concetto, nell’oggetto, nelle tecniche. Oggi l’Outsider Art viene distinta dall’Art Brut, anche se in realtà per certi versi ancora vi coincide e, comunque, ne discende e ne è estensione. Il termine è più correlato alla posizione di marginalità sociale in cui vive l’artista, piuttosto che all’opera.     Perché Kuka? Il nome Kuka deriva dalla storpiatura del nome Lukas pronunciata da Alice, una bambina di due anni. Lukas per lei era Kuka! Ecco, a me è sembrato molto simpatico e simbolico: in fondo un museo di artisti outsider sta ad un museo accademicamente istituzionale come un nome scorretto e storpiato sta ad un nome corretto ed esatto.      Attualmente il Kuka Museum ha una sede a Bolzano per la conservazione della propria collezione (tra gli artisti presenti anche Gottfried Masoner, Hermann Perkmann, Aldo Porcaro, Mike Fedrizzi, Jakob De Chirico, Giorgioppi, ecc.), mentre per tutte le altre attività lo spazio sarà ogni volta diverso ed inventato, adattato e costruito attorno al progetto del lavoro. Il museo vive anche virtualmente, nella sua unità, on line con un sito proprio e su piattaforme social come Facebook, Pinterest, Instagram, Google+, Twitter, ecc. Per il resto è un ‘living museum’, ossia un museo che vive per strada.     Il Kuka Museum, oltre ad avere già una propria, seppur piccola, collezione e disporre di una biblioteca specializzata nel settore, collabora anche ad iniziative di ricerca e di studio, di scambio e di esposizione, con il Musee Visionnaire di Zurigo, tramite Giulia Ficco, e con il Living Museum di Amsterdam, tramite Helen Roeten.     La mostra inaugurale verrà allestita questo autunno e sarà curata dall’attuale direttore, nonché fondatore, Lukas Zanotti, con il titolo ‘The Monster Rain’, il ‘Mostro Pioggia’. Tema è la rappresentazione della pioggia nel nostro contesto territoriale, rurale e contadino; la pioggia come mostro cercato e positivo, o come mostro temuto, scongiurato e dannoso, cattivo. Gli artisti invitati sono Hermann Perkmann, artista autodidatta e girovago di Bolzano, ed alcuni giovani disabili mentali che lavorano in cooperativa sociale.     Per eventuali contatti scrivere al seguente indirizzo e-mail: kukamuseum@virgilio.it    

Inserito 3 anni fa

News

KUKA MUSEUM & LUKAS ZANOTTI

KUKA MUSEUM       Il Kuka Museum, ente no profit, fondato e diretto da Lukas Zanotti nel 2016 e con sede a Bolzano, nasce con l’intento di raccogliere, studiare, conservare, promuovere, esporre e pubblicare l’Outsider Art prodotta in Sudtirolo, in tutte le sue forme e manifestazioni, sia da artisti del passato che da quelli viventi: disegni, pitture, sculture, romanzi, poesie, diari, environments, video, performances, canzoni, racconti orali, ecc.      Per la precisione, con il termine Outsider Art, o Arte Irregolare, si disegna la grande, variegata e complessa famiglia degli artisti marginali, folk, visionari, spesso con problemi psichici e sempre, o quasi sempre, sprovvisti di formazione artistica accademica, ossia i cosiddetti autodidatti. Persone che operano solitarie, al di fuori del condizionamento di canoni, movimenti, mercati e che traggono dalle profondità della propria personalità, per se stessi e non per altri, opere eccezionali nel concetto, nell’oggetto, nelle tecniche. Oggi l’Outsider Art viene distinta dall’Art Brut, anche se in realtà per certi versi ancora vi coincide e, comunque, ne discende e ne è estensione. Il termine è più correlato alla posizione di marginalità sociale in cui vive l’artista, piuttosto che all’opera.     Perché Kuka? Il nome Kuka deriva dalla storpiatura del nome Lukas pronunciata da Alice, una bambina di due anni. Lukas per lei era Kuka! Ecco, a me è sembrato molto simpatico e simbolico: in fondo un museo di artisti outsider sta ad un museo accademicamente istituzionale come un nome scorretto e storpiato sta ad un nome corretto ed esatto.      Attualmente il Kuka Museum ha una sede a Bolzano per la conservazione della propria collezione (tra gli artisti presenti anche Gottfried Masoner, Hermann Perkmann, Aldo Porcaro, Mike Fedrizzi, Jakob De Chirico, Giorgioppi, ecc.), mentre per tutte le altre attività lo spazio sarà ogni volta diverso ed inventato, adattato e costruito attorno al progetto del lavoro. Il museo vive anche virtualmente, nella sua unità, on line con un sito proprio e su piattaforme social come Facebook, Pinterest, Instagram, Google+, Twitter, ecc. Per il resto è un ‘living museum’, ossia un museo che vive per strada.     Il Kuka Museum, oltre ad avere già una propria, seppur piccola, collezione e disporre di una biblioteca specializzata nel settore, collabora anche ad iniziative di ricerca e di studio, di scambio e di esposizione, con il Musee Visionnaire di Zurigo, tramite Giulia Ficco, e con il Living Museum di Amsterdam, tramite Helen Roeten.     La mostra inaugurale verrà allestita questo autunno e sarà curata dall’attuale direttore, nonché fondatore, Lukas Zanotti, con il titolo ‘The Monster Rain’, il ‘Mostro Pioggia’. Tema è la rappresentazione della pioggia nel nostro contesto territoriale, rurale e contadino; la pioggia come mostro cercato e positivo, o come mostro temuto, scongiurato e dannoso, cattivo. Gli artisti invitati sono Hermann Perkmann, artista autodidatta e girovago di Bolzano, ed alcuni giovani disabili mentali che lavorano in cooperativa sociale.     Per eventuali contatti scrivere al seguente indirizzo e-mail: kukamuseum@virgilio.it    

Inserito 3 anni fa

News

GRIMORIO

Dada-reading Lukas Zanotti

Inserito 4 anni fa

Eventi

Lukas Zanotti in DADA=READING al Centro Trevi di Bolzano

============GRIMORIO============ ====DADA-READING==== LUKAS ZANOTTI – AUTHOR\\VOICE\\SAXOPHONE MATTIA VASARIN – LAPTOP\\KEYBOARDS\\VOICE FRANCESCO GIRARDI – DRUMS\\PERCUSSION\\VOICE Se siete alla scoperta di capolavori segreti ed opere criptiche della recente produzione letteraria locale, dovete per forza imbattervi con la scrittura di Lukas Zanotti. Figura leggendaria e spirito errante del moderno esoterismo rosacrociano, nominato Guardiano dell’Albero Solare dal Gran Maestro e vissuto, secondo alcuni testimoni, nel cuore dell’Europa Anomala, egli ha divulgato la sua opera solo nel ristretto circolo ermetico, cabalistico e filosofico. In questa vastissima congerie di scritti e disegni che compongono la sua opera omnia, il libro “Grimorio” si colloca come una raccolta di strabilianti e personali formule magiche ed istruzioni occulte da lui scritte per l’aspirante adepto. Libri di questo genere vennero scritti a partire dal Medioevo e sono, come l’etimologia stessa del termine indica, ‘grammatiche’ della magia, ossia manuali di magia, contenenti liste di angeli e demoni, corrispondenze astrologiche, istruzioni per creare incantesimi, preparare medicine e pozioni, evocare entità soprannaturali e fabbricare talismani; manuali d’uso, trattati di magia, libri d’evocazione nonché testi rituali che contengono istruzioni, insegnamenti, a volte sono chiamati anche, significativamente, i ‘libri delle ombre’. A volerli classificare, Zanotti li distingue così, come: -libri che sono esistiti ma che oggi non esistono più -libri che non sono mai esistiti ma che potrebbero esistere -libri che esistono, ma è come se non esistessero -libri che esisteranno ma che attualmente non esistono. La performance basata sul “Grimorio” di Lukas Zanotti è una lettura-evocazione foderata di suoni ed improvvisazioni che la rendono un rituale sì esoterico e psichedelico, ma anche tradizionalmente surrealista e dadaista; una sghemba processione, che bene si instaura nella tradizione dei remoti riti alpini, il testo essendo la traduzione di quella pratica diuturna dell’empirismo popolare, con la manipolazione empirica e spontanea delle cose, che presuppone un contatto diretto e terapeutico con le grandi forze dell’universo. Infatti, nel libro Lukas Zanotti riprende e declina in maniera del tutto personale ed originale la demoiatria magico-religiosa e la farmacopea popolare, nonostante il misticismo, scrivendo formule terapeutiche che proprio per questo si trasformano in magiche; dietro le spoglie dei saperi popolari c’è la teoria galenica dei quattro umori e le configurazioni classiche dell’antroposofia rinascimentale e del sapere esoterico, proprio come nel “Grimorio” di Lukas Zanotti. Nella terra dove stregoneria fa coppia con evangelizzazione, eresia con ortodossia, nella terra dei processi inquisitori, degli esorcismi e delle streghe, solo e proprio in questa terra aspra fatta di montagne e cielo poteva nascere lo spirito mistico ed eretico di Lukas Zanotti, con quel suo caratteristico senso di solitudine e spaesamento che lo avvicina a qualcosa di crudo, elementare, ontologico. L’arco alpino, “soffitta dell’Europa”, alla quale dai bassopiani arriva un po’ di tutto, sospinto da una specie di deriva, di forza centrifuga, e lì resta a sedimentarsi, magari anche per secoli, è l’humus ideale dal quale egli attinge e che a sua volta conserva e mirabilmente fa crescere. Sotto questa immensa pietraia piantata nel bel mezzo dell’Europa, dove si è andata a cacciare, con un guizzo lontano, almeno una delle due serpi dell’antico caduceo, il bastone sciamanico trasmesso da Apollo a Ermete e da questi a Esculapio, Lukas Zanotti raccoglie la tradizione popolare e mistico-esoterica per farla deflagrare in un trasgressivo e dissacrante nichilismo dadaistico. Fantastico! ===Dada-Reading==== ============GRIMORIO============ Lukas-Zanotti Author*voice*saxophone* Mattia-Vasarin Laptop*voice*keyboards* Francesco-Girardi Voice*drums*percussion* Arnold-Tribus **Thewizard** ========29.02.2016--18.00pm======== ======CENTRO==TREVI====== ViaCappuccini-Kapuzinerstrasse-28 Bolzano-Bozen &Biblioteca&provinciale&italiana& &Claudia&augusta&  

Inserito 4 anni fa

Rassegna stampa

Oggi pomeriggio vado in chiesa a fare la rivoluzione! http://franzmagazine.com/2015/07/21/lukas-zanotti-oggi-pomeriggio-vado-chiesa-fare-la-rivoluzione/

E anche questa volta l’idea è semplice: seguendo un ormai consueto e personale ‘modus operandi’ etico ed artistico, con il consapevole e voluto posizionamento fuori da ogni sistema e da ogni logica di potere, inserisco clandestinamente delle mie opere nelle chiese; lascio lì le opere affinché chiunque sia totalmente libero di farne ciò che vuole (guardarle, prenderle, rubarle, distruggerle o modificarle, spostarle, ecc.). Tali mie incursioni, nei musei piuttosto che nei gabinetti pubblici, nelle biblioteche, all’università, nei supermercati o all’ospedale, così come in mille altri posti e luoghi, partono dal presupposto che ogni ‘artefatto’ deve mostrare, per essere tale, la sua essenza, ossia: l’incursione clandestina di un oggetto nella vita di un soggetto, che ne viene così terroristicamente rivoluzionato. Incursione clandestina, intesa come un dono inaspettato, che vive solo nell’atto concreto e reale del donare. D’altronde l’opera, lo dice l’etimologia stessa, deve essere dono, e non solo metaforicamente o simbolicamente, bensì realmente e concretamente. L’opera va vissuta come un dono, altrimenti non è tale. Inoltre, come detto, non può essere l’artista o chi per lui a decidere la modalità di fruizione dell’opera, bensì ognuno deve essere totalmente libero in questo processo (distruggendola, mangiandola, modificandola, rubandola, spostandola, guardandola, incendiandola magari, ecc.). E se l’artefatto è e può essere solo un dono a tutti gli effetti, l’atto artistico è essenzialmente l’azione anarchico-rivoluzionaria del donare, perché sennò si risolverebbe ahimé in mero gioco di sistema, inutile retorica o, peggio, ammiccante demagogia. Infatti l’unico atto rivoluzionario e terroristico possibile è il donare, ossia dare ad altri spontaneamente e senza retribuzione o compenso, dare in cambio, provocare, ispirare. Donare è rivoluzionare! Ricevere è trasformare! Dunque, l’atto è questo: mie opere introdotte clandestinamente, come dono, nelle chiese, ossia: vado in chiesa a fare la rivoluzione! Profanazione di luogo sacro? No, rivoluzione, la rivoluzione terroristica del dono. E dove, se non in chiesa? il luogo deputato alla rivoluzione, al rito cerimoniale della rivoluzione, la rivoluzione di Cristo, la rivoluzione del dono e del donare. In chiesa! In chiesa, allora, luogo dello scambio e della condivisione, del baratto spirituale attraverso il materiale, lo spazio vitale dell’oblazione, edificio sacro perché vivo! Insomma, in un mondo che sta sempre più drammaticamente allargando la forbice tra povertà e ricchezza, l’opera d’arte per essere rivoluzionaria e vera deve farsi pura oblazione. Amen!     Prossimi impegni: 1# Luglio, agosto, settembre: ‘Artist in residence’, Musée Visionnaire, Zurigo. 2# Ottobre: esposizione personale, MAI Museo Arte Irregolare, Sospiro, Cremona. 3# Novembre: tavole illustrative per la pubblicazione italiana degli scritti di Alain-Pierre Pillet, curata dall’Istituto di Patafisica Francese; partecipazione alla esposizione “Birdman”, Museum Gugging, Maria Gugging, Vienna. 4# Dicembre: reading-polifonico con il musicista Peter Holzknecht basato sul libro “Grimorio”, Biblioteca Provinciale Italiana, Bolzano.

Inserito 4 anni fa