Le cicatrici dell’anima

Le cicatrici dell’anima

Solo l’amore potrà salvarci, racchiuso in un battito d’ali di farfalla

In una caotica New York, dove crimini e fatti violenti sono all’ordine del giorno, una minaccia spaventa e mutila più di altre: il serial killer delle puntine metalliche. Introvabile, imprevedibile, estremamente organizzato. Il detective Mitch Walker si ritrova sulla pista giusta, ma da inseguitore diventa preda. Viene travolto dal Male e dalle turbolenze emotive che governano la sua vita e che lo costringeranno a voltare pagina. Ma la devastazione difficilmente mette la parola fine.

2017, pagg. 245, cm 14,8 x 21
ISBN: 9788865375587
Categoria: Gialli, noir e thriller
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€15,00

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Commenti

Il primo lavoro di Annalisa

5

Il primo lavoro di Annalisa Bassani è un libro sorprendente, un thriller emotivo, che esplora la dimensione interiore, dove s'annidano fantasmi..

Premetto che sono molto

5

Premetto che sono molto emotiva e la visione di un thriller ad alta tensione mi provoca un gran senso di smarrimento e di terrore. Vorrei spegnere la tv ma non ci riesco, voglio comunque vedere il film e allora mi tengo la mano davanti al viso e sbircio tra le dita. Lo so, è un comportamento infantile, ma vi giuro che la paura è reale e l'angoscia che provo mi attanaglia il petto. Che le parole scritte, nero su bianco, sui fogli di un libro siano riuscite, oltre che ad emozionarmi, a creare dentro di me lo stesso senso di terrore, di oppressione, di dolore reale di fronte alle efferatezza del serial killer, stanno a significare la bravura della scrittrice e la sua capacità evocativa nel raccontare la vicenda. Già dopo alcune pagine mi sono ritrovata immersa nella storia, come fossi io, braccata dal serial killer. E' stato tutto tremendamente vero e terribile. A tratti, la sensazione di paura era così forte che ho dovuto posare il libro, concentrarmi su un pensiero lieto per uscire da quell'orrore. Ad alleggerire il viaggio di Mitch, il detective, attraverso l'inferno, e quindi anche quello del lettore c'è la dolce Helena. La sua solarità e alcune pagine del suo diario sono un'oasi di pace in un mondo brutale e violento.
Una trama coinvolgente e una scrittura scorrevole ed efficace. La storia non lascia “scampo”, incatena il lettore, lo costringe a leggere per scoprire come andrà a finire la lotta tra Bene e Male.
Annalisa, complimenti! Sei stata grande! Dimenticavo, il tuo modo di scrivere mi ha fatto pensare al “mai dimenticato” Giorgio Faletti e ai suoi bellissimi libri thriller. il tuo commento...