Fango e luce

Fango e luce

«Se noi uomini, noi individui siamo un impasto di fango e luce, bè, non mi restava che sentire e descrivere il fango così come sentire e descrivere la luce. Possibilmente senza chiudere gli occhi davanti all’uno né davanti all’altra». Così scrive l’autrice nella premessa a questa sua seconda raccolta di critiche teatrali e cinematografiche, Fango e luce. Attraverso la visione dei film e degli spettacoli più interessanti di questi ultimi anni, difatti, col suo sguardo profondo e limpido a un tempo, accompagna lo spettatore e il lettore al cuore delle storie, dei personaggi e dei tanti temi trattati. Si è avvinti da un pensiero vario e versatile che stimola e apre a prospettive nuove e inaspettate. Uno sguardo e un pensiero entrambi originalissimi che si tengono coraggiosamente fuori da ogni coro. Emerge infine quasi una ricostruzione storica dell’Italia mentre non mancano approfondimenti sulle più rilevanti problematiche degli Stati Uniti d’America, dei diversi paesi europei o di alcuni paesi asiatici accanto alla capacità, lucida e appassionata, di riflettere e di far riflettere sulle questioni più pressanti che investono il nostro tempo.

2014, pagg. 261, cm 14,8 x 21
ISBN: 9788865373514
Categoria: Musica, Spettacolo e Cinema
Tag: cinema, teatro
€22,00

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Maria Antonietta Nardone parla su Sky del suo libro Namasté

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E’ davvero un dono raro

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E’ davvero un dono raro quello che mette a nostra disposizione la scrittrice Antonietta Nardone con quest’opera, difficilmente inquadrabile in un genere: si tratta infatti di un percorso conoscitivo , esperenziale , emozionale, nutrito però dalle profonde e vaste conoscenze dell’Autrice in ambito letterario, filosofico, storico, antropologico, musicale, artistico-figurativo, senza trascurare l’analisi dell’animo e dei comportamenti umani, da sempre oggetto di indagine e meditazione da parte dell’Artista. Le opere cinematografiche e teatrali di cui ci parla l’Autrice sono contemporaneamente analizzate con il rigore intellettuale dello studioso, contestualizzate con la padronanza dello storico, rese occasione di riflessioni esistenziali, etiche e morali, di indagine nel mistero della psiche umana, interpretate con l’originalità, l’autonomia e l’efficacia di un pensiero critico libero, coraggioso, incondizionato, capace di assumere posizioni scomode e controcorrente. Nelle mani della Scrittrice, la prosa, ora lucida ed incisiva, ora vibrante ed appassionata, ora sorridente e confidenziale, ora ironica e dissacrante, diventa un duttile strumento comunicativo ed espressivo, in grado di toccare tutti i registri linguistici e tutte le corde e le sfumature emotive del sentire umano.

l'intero libro di MARIA

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l'intero libro di MARIA ANTONIETTA NARDONE rappresenta il seguito ideale di un'altra sua opera ^LE ALLEGRE VACANZE^.Questi scritti non costituiscono soltanto una raccolta di recensioni di film e di spettacoli teatrali ma, attraverso la loro lettura,penetriamo nelle pieghe più profonde del nostro tempo.E tutto questo avviene grazie all'onestà intellettuale e alla profonda sensibilità di un 'artista che non smette di interrogarsi ,e di spronare anche noi lettori , a non accontentarci di banali risposte .Anche il titolo mi sembra appropriato :FANGO e LUCE: IL fango è deserto morale a cui spesso approda la nostra specie , la luce di chi pur nella disperazione e rassegnazione regnanti, osa opporsi ad un presente sempre più opaco ed invisibile. Ci auguriamo di avere la possibilità di gustare ancora i frutti delle sue nuove fatiche e, di condividere il piacere infinito che ci trasmettono i suoi pensieri .

Libro prezioso, unico. È al

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Libro prezioso, unico. È al di là della critica cinematografica e teatrale. Fa pensare, fa vedere anche i film che non abbiamo visto e mostra con grande sensibilità dettagli o alcuni passaggi che sfuggono o ci sono sfuggiti. È fresco, è ricco, è vitale nonostante l’ampiezza dei riferimenti culturali di cui questa intensa scrittrice si avvale. ed è, spesso, anche ironico; cosa questa che apprezzo in modo particolare. Ho capito tanto grazie alla lettura di questo “Fango e luce” e mi sono anche commossa. Gli articoli sui film “Into the Wild” di Sean Penn e “Gran Torino” di Clint Eastwood sono stupendi… ma tutto il volume è davvero bello, molto bello e molto profondo.

vorrei ora procedere ad un

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vorrei ora procedere ad un esame più approfondito del libro " Fango e luce ". In particolare ho intenzione di soffermarmi sulle sue critiche ai film Buongiorno notte di Marco Bellocchio, Amen di Costa-gravas, Le vite degli altri di Florian von Donnersmarck. Nel film di Bellocchio, e in questo sono d'accordo con la scrittrice, non emerge la statura dell'uomo politico, la sua lucidità nel cercare una possibile soluzione al suo sequestro da parte delle brigate rosse, la sua amarezza nel constatare che la sua vita era sacrificata ad una risibile ragion di stato, il suo sconcerto nel vedersi abbandonato dai suoi colleghi di partito, dalle istituzioni e perfino anche dal Papa. Inverosimili poi, sono le figure dei brigatisti, a cominciare da Chiara, uno dei carcerieri di Moro. La sua commozione , mentre osserva Moro che sta leggendo una lettera indirizzata alla famiglia, m sembra falsa e ridicola. Ciò che interessava alle BR era il loro riconoscimento politico da parte dello stato; non si facevano certo influenzare da scrupoli morali! Per non parlare del finale del film, dove si immagina Moro che esce tranquillamente dal covo delle brigate rosse e passeggia per le strade di Roma; e tutto questo grazie ad un sonnifero somministrato da Chiara ai suoi compagni brigatisti! Tutto il film appare agli occhi della scrittrice intellettualmente disonesto e politicamente mediocre. E , non basta certo la grande interpretazione di Roberto Herlitzka nei panni di Moro, a salvare quest'opera da un sostanziale fallimento. In Amen di Costa-gravas, ispirato dal testo teatrale il Vicario di Rolf Hochhuth, lo sguardo della scrittrice indaga gli ambigui silenzi di Pio xii su quanto avveniva nei campi di concentramento sparsi nell'Europa occupata dalla Germania nazista. Nel film è indimenticabile la nobile figura del giovane prete Riccardo Fontana, che tenta in ogni modo di ottenere un'udienza con il Papa, affinché la sua autorevole voce si levasse per denunciare lo sterminio di milioni di ebrei. L'autrice ha giustamente sottolineato la distanza che separa tutte quelle persone che, come il giovane prete, hanno cercato di opporsi alla barbarie del nazifascismo, da uomini come il Pontefice che invece, hanno pensato solo alla salvaguardia dei propri privilegi. Nel film Le vite degli altri di von Donnersmarck, siamo proiettati nella Berlino est dei primi anni ottanta. La Stasi, la polizia segreta della DDR, spia la vita di migliaia di suoi concittadini. In questo caso, ad essere oggetto delle sue attenzioni è il drammaturgo Georg Dreyman, la sua compagna attrice Christa-Maria e la cerchia dei loro amici. L'incarico è affidato al capitano Wiesler. Quest'uomo rappresenta un grigio burocrate fedele al regime, incapace d'affetto e impermeabile alle emozioni. Questo fino a quando, spiando proprio la vita dello scrittore, non entra in contatto con la bellezza dell'arte. L'ascolto di alcune poesie di Brecht e le note al pianoforte dell'Appassionata di Beethoven operano in lui un cambiamento improvviso e fulmineo. L'attore, il bravissimo Ulrich Muhe, riesce a trasmetterci questo spaesamento solo con l'intensità del suo sguardo e lo sgomento del suo volto. Una dimostrazione di rara capacità espressiva. Certo è triste sapere che un sistema politico così soffocante ed opprimente abbia , per quasi trent'anni, schiacciato la vita di milioni di persone. per concludere, attraverso la lettura di quest'opera, emerge una visione disincantata e realistica della nostra società contemporanea, dei mali che l'affliggono, delle menzogne che la deturpano, delle ingiustizie che la abitano; ma viene fuori anche , da parte della scrittrice, un pressante invito a non adagiarsi ad un comodo conformismo e a non inchinarsi a qualsiasi forma di potere.